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EdizioniTommasinilogosito

Giovanni Tommasini Scrittore

 

Nasco a Sanremo il 16 ottobre 1966. Nel 1976 mi iscrivo ad un corso per imparare L'Arte del baseball, vivendo la prima esperienza di vita che mi porta ad entrare in contatto con la realtà. Vivo assieme ad altri 15 bambini IL SOGNO AMERICANO DEL TOMATO BASEBALL CLUB.

Cresco in un ambiente familiare ostile, inospitale a dir poco, non riuscendo a percepire e ricevere un'identità precisa negli occhi, nelle relazioni, nelle parole delle persone, chiamate generalmente genitori e sorella, con le quali ho condiviso per venti anni la casa "familiare", per poi scappare appena possibile, dopo aver vissuto per vent'anni quella che ho definito UNA VITA SENZA.

Nel 1989 mi trasferisco a Genova per terminare gli studi universitari durante i quali inizio a lavorare per i consultori familiari del comune iniziando a seguire un bambino autistico in affidamento domiciliare. Una relazione vissuta per quindici anni durante la quale ho potuto sentire e capire cos'è l'autismo. (esperienza raccontata nel libro L'AUTISMO VISTO DA UNA PROSPETTIVA DIVERSA, la storia di successo di Cesare.)

Mi laureo in Scienze Politiche nel febbraio del 1994. Il giorno dopo la discussione della tesi vengo chiamato dall'ufficio del personale dell'Anffas di Genova per una supplenza in uno dei loro centri di riabilitazione per disabili intellettivi e relazionali. Vengo assunto a tempo indeterminato in qualità di educatore domiciliare sei mesi dopo la prima supplenza.

Nel luglio del 2013 scrivo le prime tre pagine di un racconto sui "PICCOLI INCONSAPEVOLI EROI DEL BASEBALL" che invio all'attenzione di alcune importanti case editrici. Vengo contattato dal responsabile della casa editrice G.D'Anna (Fabio Mancini) che mi chiede tutto il racconto

Andai a rileggere la mail e mi accorsi che mi ero dimenticato di indicare nella presentazione delle tre pagine allegate che erano si le prime tre pagine, ma anche le uniche, il racconto non lo avevo ancora scritto...

Lo scrissi, venne pubblicato sul sito della casa editrice e da altri siti di cultura sportiva e niente fu più come prima.

Mi chiesero di scrivere altri racconti sul TOMATO BASEBALL CLUB, ne scrissi in pochi mesi altri quindici e pubblicai il primo ebook in self publishing. Sono passati sei anni e sei libri sono stati scritti, prodotti e pubblicati, assieme alla raccolta PAGINE D'AMORE PER MIO FIGLIO che li raccoglie tutti assieme.

Sei storie di vita vissute off-line. Quando l'unica piattaforma social nella quale cercare un'amicizia e condividere le proprie esperienze era l'Altro e la Realtà.

- La costruzione di una relazione d'aiuto. Sentire e Capire l'autismo. La mia storia con Cesare.- Una vita senza. Una storia di quotidiana resilienza.

- L'ultima lettera alla mia prima fidanzata.

- Il sogno americano del TOMATO BASEBALL CLUB. Racconti.

- La scrittura emotiva. La dipendenza da internet e il futuro delle nuove generazioni, che stanno nascendo, crescendo, vivendo perennemente connessi, senza più la fecondante esperienza relazionale con un Altro significante. Con un capitolo finale di descrizione delle nuove e gravi patologie derivanti dalla dipendenza da internet.Test finale per valutare la propria dipendenza da internet.....

La mia esperienza di autore ed editore indipendente è stata messa a disposizione di altri autori che mi hanno chiesto di pubblicare assieme a loro in qualità di editore indipendente i loro progetti editoriali tutti disponibili in formato ebook e cartaceo su Amazon cercando Giovanni Tommasini.

 

 

 

 

GIOVANNI E IL RISCATTO DELLA LETTERATURA

 

 

Nessuno sceglie quando venire al mondo.

Così come nessuno decide quando lasciarlo.

È possibile che, lungo il sentiero della propria vita, si possano raccogliere, nel cestello del proprio vissuto, tutte quelle esperienze che, una volta poste in esame sopra un tavolo al ritorno a casa, si rivelano per quella cardinalità che è tipica delle parabole, delle favole antiche e degli insegnamenti, coniati da un senso profondo del quale è impossibile scorgere il fondo?

È una domanda antica e permeante, soffusa e spietata, che intercede qualsiasi pensiero non appena lo scrivano, in qualunque parte del mondo esso si trovi, si segga sulla sua seggiola ed abbia modo di impugnare la penna.

Quanto è fattibile la misurazione del loro riverbero effettivo? La vibrazione innestata avrà una valenza a lungo gettito?

Verrà ascoltata?

Può davvero, la singola esperienza vissuta e respirata nell'intimo, protrarsi oltre la bolla dell'individuale ed andare ad influenzare concretamente il mondo altrui?

È su queste basi che, al primo acchito, il nuovo lettore si approccia a Giovanni Tommasini; perché la medesima domanda, di riflesso, se la pone soprattutto lui, cliente finale: quanto ha peso il testo che leggerò? Mi fornirà quelle soluzioni a cui tendenzialmente punto, quando attingo ad un'opera letteraria, artistica, scientifica, comunque modellata dall'uomo?

Perché è inevitabile affermarlo: l'essere umano è alla assidua ricerca del proprio simile, ovunque esso sia; in modo costante, instancabile, seguendo quel flusso spesso e non misurabile, infinito come il tempo, dettato dal suo stesso istinto recondito. E l'opera d'arte, etimologicamente ideata e gestita dalle braccia, costituisce, senza dubbio fatto, l'agente artificiale di un pensiero, di un concetto immesso dall'Altro; un canale di comunicazione espresso ed inserito nella realtà.

Una liberazione, come riterrebbe Tommasini.

Perché il cammino che ha portato l'autore al compimento della pentalogia che reggete fra le mani, non è avvenuto in un contesto regolare e ovattato, fra muri intonacati di rosa, punteggiati da quadri con riposanti paesaggi agricoli, innanzi ad uno scrittoio di mogano orlato di bordi antiurto e la sicurezza di un paio di imposte sigillate ed un termosifone acceso: Giovanni, educatore di una casa famiglia nel primo entroterra genovese che ha vissuto la propria città fin da bambino nel suo cuore più fibroso e reale, è, a tutti gli effetti, un sopravvissuto. Intellettuale, verrebbe da aggettivare.

 

Nato dalla parte nascosta dell'utero, sfociò dal corpo di sua madre come una spiazzante sorpresa; “peloso” e “irrequieto”, espresse ben presto la sua impreparazione al soggiorno su questo mondo mordendo e pestando, rispondendo a tono e chiudendo con tonfi secchi i libri di scuola.

“Ingestibile!”, “Particolare!”. Le insegnanti gli affiliarono un profilo da somaro tale che permisero al padre, dirigente di banca, di mantenere, assieme alla anaffettiva madre, un trattamento esclusivo nei suoi confronti non comunque dissimile da quello che già utilizzava nei giorni buoni. E mentre la sorella stava a guardare, strane voci iniziavano a circolare sulla testa del fratello gemello...

E intanto, oltre il balcone, l'immensa spianata di Sanremo.

Saranno le sue strade, con le loro connessioni, a regalare finalmente giustizia alla pena di Giovanni; un parcheggio inutilizzato, delle mazze da baseball ed un gruppo scanzonato di amici. Basterà poco, perché la vitalità ed il vigore del Giovanni preadolescente riesplodano in una vampata vivace e stuzzicante: una divisa rosso fiammante, due coraggiosi allenatori con un piano infallibile e la scritta “TOMATO”; ed anche Sanremo avrà la sua nuova, seppur inconsapevole, squadra di baseball: sono i Tomato Baseball Club. Inconsapevoli, perché nella loro tenera età, non possono certo immaginare i destini a cui andranno incontro di lì ad un paio di anni…

Incontri e sfide, meteo permettendo. Fino a quell'ultimo, improvviso, deflagrante tuono finale, che squarcerà il campo al culmine della partita; quando la salivazione è a mille, le guance sporche di terra ed i capelli, indisciplinati, entrano negli occhi.

Ma niente paura: tutti per uno, uno per tutti. E mentre ridondano i primi colori ed estetismi degli anni 80, Giovanni, nell'esplorare pian piano le gioie della pubertà, scopre d'improvviso l'abbraccio attanagliante dell'amore, restandone abbagliato... Potrà la vita donargli la felicità a cui ha sempre anelato?

Ci penserà il piccolo Cesare, maestro d'orchestra dei muri, ad insegnargli, bacchetta in mano, quella melodia inascoltata dettata dai silenzi; la mancanza, un ponte con l'esterno da costruire da zero, gli abbracci stretti e quegli infiniti giri in moto.

“Reggiti a me”.

L'università costa, ma il prezzo pagato per coprirlo varrà infiniti dottorati.

Giovanni è un uomo alto, preciso, a modo e dalle dita inquiete. Il suo sguardo, lievemente corrugato da una tacita consapevolezza, cela una malinconia pudica e riservata, mantenuta nell'interiore come uno zainetto chiuso e sistemato sulla schiena, che si può aprire solo con il consenso del proprietario.

Perché malgrado tutto, Giovanni non può non essere definito un artista: le letture i suoi viaggi più belli; i libri, i suoi amici migliori.

“La carta è paziente” sussurrava Anne Frank dal retro casa ove si nascondeva, nella Amsterdam scandagliata dalla Gestapo dei primi anni 40. “Cara Kitty, sospira per me”.

E la carta è stata paziente anche con Tommasini: il suo richiamo, prorompente e luminoso, ha interrotto quello cupo e minaccioso delle voci dell'infanzia, agguantandolo persino durante la coda del supermercato, ma salvando, nel contempo, la sua stessa coscienza e mantenendolo saldo, leale, sincero e oltremodo coraggioso.

Tommasini è riuscito ad incarnare al meglio la natura stessa della scrittura, arrivando a bucare, nel silenzio dell'atto stesso, quella membrana sensibile che, nella veglia – qui intesa come non scrittura – ci divide dalla visione profonda e nucleica degli oggetti stessi, elevandoli senza sforzo – o, si nota in lettura, addirittura accorgimento alcuno – a livelli basilari e comprensibili a tutti; dunque universali.

E nella fiducia verso l'amore a cui tutti tendiamo, ha arrotondato le proprie vicissitudini a misura di metafora, per poi indirizzarle, in un moto di genuina protettività paterna, verso il figlioletto. sotto forma di lettere.

Senza edulcorare, nel contempo, la propria identità personale.

Perché malgrado i calli alle mani, le avversità incontrate nella vita e le guance sporche di fango, Giovanni ha sempre saputo rialzarsi con il sorriso sulle labbra, esplicando, con le sue azioni, una proprietà tipica degli artisti e che li rende effettivamente tali: la resilienza.

La piccola Anne, combattente invisibile nella sua fittizia retrovia, voltata di spalle contro il muro scriveva: “Tutto si può perdere: i soldi, la bellezza, la gioventù... Ma la gioia che hai nel cuore, quella non te la potrà togliere nessuno; e per tutta la vita, tornerà a renderti felice”.

 

 

ALESSIO  CALLEGARI

giomodello
fotoperquartadicopertinagiovanni
giovannicaponero
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Vi ricordate come si viveva senza rete?

 

In questo video tento di restituire una realtà in cui noi figli degli anni 80 siamo cresciuti.

In un alternanza di assenza e presenza, all'interno della quale nasceva il desiderio di andare incontro al nostro destino, di incontrare un Altro significante, fecondante. Si sognavano scenari futuri da realizzare, si parlava con se stessi per poi raccontarsi all'amico ritrovato. Le parole erano ricche di significati, sensazioni, emozioni, che si traducevano in affetti.

Parole quali amicizia e condivisione erano piene di sentimento, l'amico con cui confidarsi era scelto con molta cura, le dimensioni del pubblico e del privato erano nette e separate dall'intima voglia di tenere in se dei segreti da condividere solo con pochi prescelti.

Ai concerti si andava per sudare, saltare, ridere, piangere, abbracciarsi e baciarsi.

L'unico click e pulsante che si cercava di schiacciare era il citofono dell'amico a dell'amore a cui si chiedeva di uscire di casa per andare a fare una passeggiata per condividere gli stessi sogni e orizzonti.

LA RELAZIONE DA TRIPLA AAA

 

Accoglienza

Attenzione

Ascolto

 

Per costruire un dialogo costruttivo con i nostri figli.

 

Dimenticarsi di se stessi per osservare curiosamente e imparare a vivere e guardare il mondo con gli occhi di chi abbiamo di fronte.

 

Eliminando giudizio e colpa, per capire in profondità l'Altro

Perchè pur volendo cambiare e avere una migliore relazione con il mondo che viviamo tutti i giorni non ci riusciamo?

 

Quali sono le convinzioni che condizionano il nostro vivere quotidiano e non permettono un vero cambiamento?

Come possiamo gestire e vivere al meglio le nostre emozioni per viverle serenamente, senza sentirsi in balia di esse?

 

Conoscendo il percorso che porta all'inferno emotivo che tanto ci spaventa possiamo diventare padroni del nostro mondo emotivo.

 

Accettando le uniche due realtà indiscutibili e certe che non possiamo cambiare, na che tanto condizionano ogni nostra azione.

 

Il passato che non vogliamo rivivere e l'incertezza del futuro

 

 

Il sogno americano del TOMATO BASEBALL CLUB

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